A parte un nuovo governo, giornate più lunghe e meno pioggia, marzo porta anche un altro regalo: saldi di primavera! Tuttavia, i cacciatori di affari potrebbero cadere in fallo nelle loro stesse trappole e scoprire a loro spese che spesso i negozi sfruttano alcuni luoghi comuni e falsi miti sui diritti dei consumatori che non trovano riscontro legale per incrementare le vendite.

Noi di Nedben vogliamo aiutarti a risparmiare veramente e non a cadere nei tranelli di chi concede sì ottimi sconti, ma lo fa con condizioni di vendita molto svantaggiose. Prima di procedere al prossimo acquisto, allora, meglio avere la consapevolezza che alcune cose non sono scontate e che forse è il caso di fare qualche domanda in più al commesso. Ecco, quindi, una lista di dieci diritti dei consumatori che… non sono tali.

1. I negozi sono obbligati a vendere la merce al prezzo esposto

Il primo, nonché il più grande luogo comune sui diritti dei consumatori, è l’idea che i negozi siano legalmente obbligati a vendere gli oggetti al prezzo esposto.

Infatti, se il prezzo esposto è evidentemente sbagliato, i negozi non devono affatto onorare la promessa di vendita, anche se spesso lo fanno come gesto di cortesia verso i clienti.

Secondo la legge, infatti, un contratto di vendita, costituito da un’offerta di un bene a un determinato prezzo e l’accettazione di tale offerta, non è concluso finché non viene effettivamente pagata la somma di denaro per ottenere l’oggetto in cambio.

Sebbene possa sembrare iniquo, questa legge esiste per proteggere i consumatori da accettazioni di offerte ottenute in modo fraudolento, che li obbligherebbero tuttavia a completare ugualmente l’acquisto. Per questo prendere un oggetto dallo scaffale o portarlo alla cassa non costituisce obbligo d’acquisto.

Per farla breve: sebbene sia illegale fuorviare i consumatori con prezzi falsi, un negozio non è obbligato a vendere un oggetto al prezzo esposto se si tratta di un palese errore.

2. Ho 28 giorni di tempo per restituire un oggetto se ho cambiato idea

Se non c’è nulla di difettoso nell’oggetto acquistato e hai semplicemente deciso che non ti piace più, non hai automaticamente diritto a un rimborso. Molti negozi hanno ovviamente delle politiche sui rimborsi e le applicano, anche se non hanno alcun dovere legale, e spesso estendono anche i periodi di diritto al rimborso in occasione di festività come il Natale. L’importante è tenere la confezione originale e la ricevuta.

3. Non ho bisogno della ricevuta per ottenere un rimborso

Dal punto di cui sopra, passiamo a un altro falso mito analogo sui diritti dei consumatori: il fatto che per ottenere un rimborso di un articolo non serva la ricevuta.

Abbiamo detto che i negozi non hanno alcun obbligo legale nel rimborsare i clienti, quindi con o senza ricevuta, questa condizione permane. Tuttavia, quasi tutti i negozi disponibili ad applicare questo genere di politiche, chiedono sempre una prova d’acquisto. Perciò, tieni sempre la ricevuta con te.

4. Acquistare online è meno sicuro

A sorpresa, lo shopping online potrebbe addirittura offrire più sicurezza.

Tanto per cominciare, hai legalmente un periodo di due settimane a disposizione dal momento in cui ricevi l’oggetto per cambiare idea. Questo ti permette di esaminare il prodotto con cura prima di fare una scelta definitiva, altrimenti puoi restituirlo per qualsiasi motivo.

Ci sono eccezioni, ovviamente, come i prodotti personalizzati o quelli deperibili.

Fai solo attenzione al fatto che mentre in negozio un contratto di vendita si perfeziona quando paghi, su un negozio online questo si completa quando ricevi un oggetto o quando questo lascia i magazzini del venditore. Questo significa che potresti non avere alcun contratto di vendita anche se hai ricevuto conferma dell’ordine e che questo potrebbe essere cancellato se il prezzo era sbagliato. Prima di acquistare, controlla i termini di utilizzo del negozio online.

5. La ricevuta è obbligatoria per chiedere un rimborso

Et voilà! Eccoci a scrivere il contrario del punto 2: no, per ricevere un rimborso la ricevuta non è obbligatoria. E sai perché? Perché non esiste una legge chiara in materia di rimborsi in negozio!

Tuttavia, come dicevamo prima, al negoziante basta che tu possa provare l’acquisto, ma lo scontrino non è l’unica prova che puoi fornire: l’estratto conto della carta può essere una buona alternativa.

6. Non posso restituire quanto acquistato in saldo

Questo luogo comune nasce dal fatto che in ogni negozio in periodo di saldi ci sono cartelli in cui viene specificato che gli oggetti in saldo non sono restituibili. Chiaro, i negozi cercano di fare pulizia in magazzino, ma attenzione: se l’oggetto è rotto, difettoso o diverso da come era stato proposto, hai diritto a un rimborso.

7. La mia carta di credito mi copre automaticamente sugli acquisti

Sì, ma non sempre: l’emittente della carta di credito ti rimborserà gli acquisti entro un certo intervallo di somme, se gli oggetti acquistati sono difettosi e il negoziante si rifiuta di rimborsarti o se l’azienda fallisce prima che tu riceva i beni che hai acquistato. Inoltre, ci sono delle eccezioni a questa regola, quali prestiti o altri prodotti finanziari.

8. Il corriere è responsabile per i pacchi che non arrivano

Falso! È il venditore ad avere responsabilità legale sulla consegna dei beni, non il corriere. Se il tuo oggetto non arriva entro trenta giorni o entro la data concordata col fornitore, questo ti deve una sostituzione o un rimborso.

9. I biglietti aerei non sono rimborsabili

Non è vero: a seconda delle policy delle varie compagnie, puoi ottenere rimborsi se il tuo volo ritarda. In genere, il termine minimo è tre ore. In caso di cancellazione, inoltre, quasi tutte le compagnie offrono un rimborso. L’importante è presentare domanda entro i termini stabiliti dalle condizioni del servizio.

10. I diritti dei consumatori sono uguali ovunque

Sbagliato! Ogni Paese ha le sue regole in merito ai diritti dei consumatori, e se questi possono essere gli stessi in tutta l’Unione Europea, in altri Paesi le cose sono diverse, quindi attenzione quando si aquista online da Cina e Stati Uniti, soprattutto.

Come comportarsi?

Prima di fare ogni acquisto, che sia in negozio oppure su internet, è bene informarsi sulle condizioni di vendita applicate da ciascun esercente e segui la community di Nedben per ottenere sconti a condizioni vantaggiose!