Le regole generali sono molto utili quando bisogna prendere decisioni rapide e fare calcoli altrettanto veloci. Non sempre hai tempo di creare complessi fogli di calcolo quando devi scegliere un percorso da intraprendere, soprattutto se si tratta di denaro, argomento delicato e complesso. È anche bene quindi avere delle linee guida su cui poter contare.

Come tutte le regole generali sulla finanza, anche queste non sono precise. Non danno una risposta esatta a qualsiasi domanda, ma solo dei concetti generici che si applicano in minima parte. Insomma, queste regole generali sulla finanza non portano la verità assoluta, ma sono abbastanza vere da pianificare velocemente qualcosa, in caso ce ne sia bisogno.

Il trucco, ovviamente è sapere quale regola generale si deve usare.

1. Come stimare il salario

Un euro l’ora sul proprio salario equivale a 1774 euro lordi guadagnati in un anno (questa regola funziona perché secondo l’OCSE il lavoratore medio italiano spende 1774 ore sul posto di lavoro).

2. Quanto dovresti essere ricco

Secondo l’economista Thomas J. Stanley, autore del libro Il Milionario della Porta Accanto, la formula della ricchezza si calcola così: dividi la tua età per dieci e moltiplica per le tue entrate annuali lorde. Il patrimonio netto dovrebbe equivalere a questo numero. Quindi, se hai 40 anni e guadagni 50mila euro l’anno, il tuo patrimonio netto dovrebbe essere 200mila euro. Se hai meno della metà, sei un sottoaccumulatore di ricchezza. Se hai il doppio, sei un prodigio, in pratica.

Da precisare che gli autori chiariscono che questa tecnica non vale per i giovani, ma è pensata piuttosto per chi si avvicina alla pensione.

3. Il valore delle proprie spese

In media, ogni euro che un europeo spende, rappresenta circa 2,50 euro di valore netto in dieci anni o dieci euro in trent’anni. Ciò è dovuto a due ragioni: tasse e rincari. Quando acquisti qualcosa, tu spendi parte del tuo netto. Negli Stati Uniti, per esempio, gli americani devono guadagnare 1,33 dollari per mettere da parte un dollaro.

4. L’effetto dell’inflazione

L’inflazione è un killer silenzioso per la ricchezza. L’inflazione media negli ultimi 5 anni è dello 0,42%, eppure molti calcolano ancora un tasso di inflazione dello 0,1%. Probabilmente, per il futuro sarebbe più prudente prendere in considerazione un tasso dell’1%.

5. Il rendimento dei titoli

Al momento in cui scriviamo, i BTP a 10 anni hanno un rendimento del 2,23%. I titoli obbligazionari collegati a beni immobili e l’oro hanno un ritorno di circa l’1%. Questi tassi sono piuttosto stabili su cifre simili, salvo eventi imprevisti, per questo è possibile usare questa informazione come regola generale.

6. La crescita della ricchezza

Se prelevi circa l’1% dei tuoi risparmi ogni anno, l’aumento di ricchezza manterrà il suo valore a dispetto dell’inflazione. Durante le crisi dei mercati, potresti dover prelevare anche meno, ma se i tempi sono buoni, allora puoi anche arrivare all’1,5%. L’1%, però, è generalmente sicuro.

7. Pensionamento anticipato

Basandoci sulla regola precedente, c’è un modo veloce per verificare se il pensionamento anticipato sia un traguardo raggiungibile. Moltiplica le tue spese annuali di 25. Se il risultato è minore rispetto ai tuoi risparmi, ha raggiunto l’indipendenza economica e puoi andare in pensione prima. In caso contrario, c’è ancora del lavoro da fare.

8. Raggiungimento dell’indipendenza finanziaria

Dalla regola di cui sopra, puoi scoprire quanto devi risparmiare prima che tu sia economicamente indipendente. Scopri qual è il tuo tasso di risparmio e sottrai questo numero da 70. Se hai iniziato con un patrimonio pari a zero, il risultato è il numero di anni che ti servirà affinché i tuoi risparmi siano in grado di supportarti.

9. Il valore del risparmio

Se spendi circa l’1% del tuo patrimonio, ogni 400 euro che risparmi ti garantiscono un centesimo al giorno per tutta la vita. Se per esempio eviti una riparazione da 800 euro in casa, significa avere due centesimi al giorno in più per il resto della tua vita.

10. La regola 50-20-30

Se segui Nedben da un po’, questa la conosci: si tratta di un metodo di ripartizione del budget molto efficace, per il quale ti rimandiamo alla lettura dell’articolo dedicato.

11. Manutenzione della casa

Se sei un proprietario di una casa, è saggio mettere da parte un po’ di denaro per la manutenzione e le riparazioni. Ogni anno, contribuisci con l’1% del suo valore attuale in un conto separato. Se non spendi il denaro, conservalo per miglioramenti futuri.

12. Meglio comprare o affittare?

Anche questo argomento lo abbiamo affrontato di recente. Il rapporto acquisto/affitto è un utile strumento per prendere decisioni del genere. Per approfondimenti, consulta il post dedicato.

13. Quanto mettere da parte per i figli

Crescere un figlio dalla nascita fino alla maggiore età costa in Italia circa 170mila euro, il che vuol dire quasi 9500 euro l’anno.

14. Guadagni inattesi

Se ricevi un guadagno inatteso, usane l’1% per te. Metti il resto in un posto sicuro e ignoralo per sei mesi. Quando hai avuto il tempo di pensarci, allora fai ciò che hai deciso.

15. Costi dell’auto

Per approssimare i costi di gestione di un nuovo veicolo nel raggio temporale di cinque anni (in scaglioni mensili), raddoppia il suo prezzo e dividilo per 60. Che ne pensi di quel bel SUV da 30mila euro? Vale la pena spenderci mille euro al mese?

16. Quanto risparmiare dalle proprie entrate

Se segui la regola 50-20-30 è più facile, ma se vuoi mantenerti davvero sul minimo indispensabile, allora non scendere mai sotto al 10%.

17. Quanto grande deve essere il fondo di emergenza

Nessuno sa dirlo con certezza, nemmeno gli esperti, che sparano cifra da mille dollari a “abbastanza da coprire un anno di spese”. La regola generale invece è: dipende. Dipende dal tasso di disoccupazione: il tuo fondo per le emergenze dovrebbe coprire un numero di mesi pari al tasso di disoccupazione, che al momento in Italia è del 10,8%. Dunque, il tuo fondo di emergenza deve poterti coprire per 11 mesi.

18. Riparazioni di elettrodomestici

Quando ti trovi a fronteggiare una spesa di riparazione per un elettrodomestico, dovresti comprarne uno nuovo se ha più di otto anni o se la riparazione costerebbe più della metà di un nuovo modello.

Attenzione

È importante ricordare che le regole generali non sono scolpite nella pietra. Sono linee guida. Devono aiutarti a prendere decisioni veloci e fare valutazioni su due piedi, ma non puoi contare su di esse per decisioni che possono cambiarti la vita. Queste regole generali della finanza sono un punto di partenza. Inizia con queste, poi li personalizzi a seconda della tua situazione.

Secondo te mancano alcune regole generali? Sei in disaccordo con qualcune di queste? Quali sono le tue preferite? Lasciaci il tuo parere sulla community di Nedben.