Dal 16 aprile è in vigore il nuovo sistema di dichiarazione dei redditi con il modello 730 precompilato, ma di cosa si tratta esattamente? Come funziona? Cerchiamo di spiegarlo brevemente in questo articolo.

Innanzitutto, spieghiamo di cosa si tratta e cosa c’è di nuovo.

Da diversi anni lo Stato Italiano sta cercando di semplificare le procedure di dichiarazione dei redditi al fine di portare al termine due obiettivi importanti: il primo, ridurre l’evasione fiscale, sia volontaria che involontaria; e il secondo: rendere il compito più facile ai cittadini, con delle procedure automatizzate come già accade in diversi Paesi europei.

L’idea di un modello di dichiarazione delle tasse precompilato, infatti, non è tutta italiana come potrebbe sembrare, ma si tratta di una pratica già diffusa in diversi Paesi sia dentro che fuori l’Unione Europea, come i Paesi scandinavi, la Danimarca, il Regno Unito e la Francia. Non si tratta nemmeno di uno degli ormai famosi diktat dell’UE, quanto invece un tentativo di importare in Italia qualcosa che già funziona in nazioni simili alla nostra. E così, dal 2015, usiamo il 730 precompilato per pagare le tasse. Quest’anno ci sono interessanti novità.

730 precompilato 2018: cosa c’è di nuovo

Come per gli anni precedenti, sarà necessario disporre di un PIN per entrare sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella propria area personale per scaricare il proprio 730 precompilato, ma non solo: da quest’anno nuove spese si aggiungono, e pare che sia possibile controllarle dalla suddetta area. Ad aggiungersi all’elenco saranno: spese sanitarie e relativi rimborsi, spese veterinarie, interessi passivi sul mutuo, assicurazioni, contributi previdenziali, contributi per lavoratori domestici, spese universitarie, spese funebri, contributi di previdenza complementare, spese di riqualificazione energetica di abitazioni ed edifici e donazioni fatte a ONLUS, associazioni a vario titolo e fondazioni per la ricerca scientifica, la cui dichiarazione resta tuttavia facoltativa.

A chi è destinato

Le categorie che useranno il 730 precompilato sono molteplici, ma quelle più ampie sono sicuramente i pensionati e i lavoratori dipendenti. A queste si aggiungono lavoratori in cassa integrazione, soci di cooperative, dipendenti pubblici, sacerdoti, lavoratori a contratto determinato (se l’impiego dura meno di un anno) e altre categorie minori.

Cosa comporta la modifica

Come per gli anni scorsi, è possibile modificare il modello precompilato disponibile nella propria area personale sul sito dell’Agenzia delle Entrate qualora si abbia diritto a ulteriori detrazioni che non siano già state menzionate nel modello.

Si può richiedere assistenza presso un CAF o il proprio commercialista, ed è possibile fare tutto online.

È importante sapere, comunque, che la modifica sarà soggetta a controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, il che vuol dire che è importante inserire nel sistema solo detrazioni della cui spettanza si ha la certezza e di cui si dispongono le ricevute del caso.

Scadenze 2018

Il 31 gennaio era il termine ultimo per trasmettere all’Agenzia delle Entrate tutto ciò che andava dedotto dal 730, ma ora inizia la parte viva del procedimento: dal 2 maggio avrai la possibilità di modificare il tuo 730 e avrai tempo fino al 23 luglio per presentarlo all’Agenzia delle Entrate, termine che vale anche se ti rivolgi al tuo commercialista o a un CAF, quindi non potrai scaricare la responsabilità di eventuali ritardi a questi ultimi.

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