Ti è mai capitato di stare sul divano a guardare un episodio di una delle tue serie preferite su Netflix e pensare: «guardo questo e poi vado in palestra» e finire per guardare altri cinque episodi e saltare completamente la palestra? Ok, forse non è proprio la situazione ideale, ma siamo sicuri che qualche lettore si riconoscerà sicuramente in questo tipo di atteggiamento. E se è così, stai assumendo il tipico comportamento che gli economisti chiamano sconto iperbolico.

Lo sconto iperbolico si riferisce al fatto che siamo legati all’elevato valore che le cose hanno nel presente e ci preoccupiamo di meno di ciò che accade nel futuro. “Scontiamo” il futuro mettendo su di esso minore enfasi. Sappiamo che andare in palestra porta benefici, ma sono dei benefici che arrivano molto dopo e dopo molti sforzi.

Evoluzionisticamente, questo atteggiamento ha senso: il futuro non è mai stato garantito ai nostri antenati, che vivevano in un ambiente ben più pericoloso e la loro sopravvivenza dipendeva in larga parte dal riuscire a improvvisare.

Ma le nuove generazioni nella nostra società avanzata vivono, in media, oltre i 70 anni. Detto questo, gli sconti che facciamo a noi stessi e che ci vengono proposti, possono farci comportare in una maniera tale da mettere a repentaglio i nostri risparmi e la nostra indipendenza economica.

Perché gli sconti sono un problema

Gli sconti, e in particolare lo sconto iperbolico, sono uno di quei bias cognitivi che ci inducono a fare scelte sbagliate col denaro. Un bias subdolo, che si manifesta proprio in situazioni che richiedono disciplina, pianificazione e gratificazione ritardata.

Prova a chiedere a qualcuno se preferisce avere 100 euro oggi o 120 euro tra una settimana. I risultati saranno sorprendenti. Uno studio in merito è stato fatto dai ricercatori del MIT, e quasi tutti gli intervistati hanno optato per la prima scelta, nonostante un profitto del 20% in una settimana sia una cifra che farebbe invidia a qualunque investitore.

Ma ora che sappiamo qual è il problema, come lo risolviamo?

Impegnati in qualcosa

Il modo migliore per superare questo bias cognitivo è impostarsi dei limiti in quelle attività che possono indurre in tentazione. In sostanza, metti delle regole e seguile. Per esempio, se devi andare in palestra, metti la regola che guarderai un solo episodio al giorno.

Ma la disciplina da sola non aiuterà: ci saranno comunque delle volte in cui vorrai infrangere le tue stesse regole e delle volte in cui lo farai. E allora servono degli incentivi: crea un meccanismo in cui ti dai una ricompensa ogni volta che rinunci a spendere denaro.

Fai attenzione al valore reale delle cose

Se sei tentato dall’acquistare un oggetto perché sull’etichetta del negozio c’è una gigantesca percentuale di sconto, deve scattare un campanello d’allarme. E quando scatta questo campanello d’allarme, fai una breve ricerca su internet, se hai uno smartphone a portata di mano, perché potresti scoprire, per esempio, che lo sconto proposto non è così interessante come viene pubblicizzato e che sul web il prezzo di quello stesso articolo è più o meno uguale a quello che hai di fronte. Oppure, a volte può capitare che le caratteristiche tecniche dell’oggetto che hai di fronte siano leggermente inferiori a quelle che si possono trovare in altri posti allo stesso prezzo.

Per riassumere

Lo sconto iperbolico può essere sconfitto solo creando buone abitudini, e per farlo a volte bisogna riflettere di più sulle conseguenze a breve e lungo termine.