Se c’è una cosa che gli smartphone e i tablet hanno cambiato è il nostro modo di fruire i contenuti digitali come musica e film.

Con la possibilità di sottoscrivere a servizi di contenuti on demand, infatti, siamo in grado di vedere e ascoltare ciò che vogliamo quando lo vogliamo, basta solo un display, un paio di cuffie e una connessione a internet (e una batteria abbastanza carica).

E se all’inizio le cose non sono andate benissimo, quei pochi visionari che hanno avuto la tenacia di continuare per questa strada, sono stati ripagati dall’enorme successo a livello planetario. Prendi Netflix, per esempio: sebbene abbia avuto larga diffusione e successo solo negli ultimi anni, esiste come azienda dal 1997 e già dal 2007 offre contenuti in streaming online.

Sulla scia di questi pionieri, tante altre aziende, inclusa Amazon, hanno lanciato le proprie piattaforme di distribuzione di contenuti digitali e oggi ce ne sono tantissime.

Il vantaggio per l’utente, oltre alla possibilità di avere tali contenuti sempre a disposizione, è quello di un costo molto ridotto pagabile su base mensile. O almeno così sembra: se andiamo a sommare tutte le sottoscrizioni mensili, potremmo scoprire che stiamo pagando una cifra esorbitante per il nostro intrattenimento. A quel punto ci si chiede: è veramente tutto necessario? Dove si può risparmiare?

Proviamo a dare qualche risposta.

Servizi simili tra loro

Spesso non ci si accorge che siamo abbonati a due o più servizi che magari sono simili tra loro e i contenuti che offrono sono più o meno gli stessi, mettendoci quindi nella condizione di pagare due o più volte per lo stesso servizio, il che è un grande spreco di denaro. Puoi iniziare da questo, ovvero dando uno sguardo all’estratto conto della tua carta e individuando i servizi “doppioni” in modo tale da annullare gli abbonamenti superflui.

Musica a sottoscrizione mensile

Esistono tanti servizi come Spotify o Deezer che ti consentono di creare una tua libreria musicale personale, organizzare le canzoni in playlist e ascoltarle quando vuoi alla cifra di circa dieci euro al mese.

Non trovi che il tuo smartphone faccia esattamente le stesse cose, ma gratis? Sul serio, puoi acquistare un album o un brano una sola volta, conservarlo sul tuo cellulare e ascoltarlo quando vuoi, anche offline. Perché pagare per questo genere di servizi?

Anzi, c’è dell’altro: se ti registrassi a Youtube e cercassi i video con le tue canzoni preferite, potresti addirittura organizzarli in playlist e ascoltarle tutte le volte che vuoi, su qualsiasi dispositivo, ma gratis.

Servizi di archiviazione online

La punta di diamante delle tecnologie cloud è senza dubbio data dalla possibilità offerta da alcuni servizi di caricare i propri file su internet per tenerli maggiormente al sicuro da danni ai supporti o furti degli stessi. Ne menzioniamo alcuni? Certo: Amazon S3, Dropbox, Google Drive. Naturalmente, oltre una certa quota, questi servizi vanno pagati.

Ma va detto che innanzitutto questi servizi non sono esenti da rischi: sono molti i casi di celebrità che si sono viste hackerare i propri spazi di archiviazione online con conseguenti scandali, inoltre, non siamo proprio sicuri sulla reale necessità di avere uno spazio online: abbiamo cellulari, schede SD, dispositivi USB, hard disk esterni e personal computer. Possibile che ci serva altro spazio per fare un backup dei nostri file? E poi, dobbiamo proprio conservare tutto tutto? Pensaci, forse la risposta potrebbe farti risparmiare una cifra interessante.

Bonus: spese di spedizione

Acquisti online? Bene. Quante volte al mese? E ogni volta paghi per la spedizione? Allora potresti risparmiare investendo in servizi dedicati a membri vip come ad esempio Amazon Prime, in modo da pagare una quota fissa mensile e ottenere spedizioni gratuite e più veloci su tutti gli ordini. Se sei un abitué degli acquisti online, ti conviene pensarci.

Come risparmi sui contenuti digitali?

Ti sei trovato anche tu in questa situazione? Come hai tagliato la spesa dei contenuti digitali? Racconta la tua esperienza su Nedben.